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20177S.l., Société normande des amis du livre, 1981. In-folio, XVII ff. doubles, en feuilles, couverture originale imprimée, chemise et étui de l'éditeur de toile violette (3 taches et petits frottements à l'étui).
AMA-919Milano, Dalla Tipografia di Giuseppe Borsani, s.d. [1809]. In 8°, plein maroquin rouge de l’époque, plats ornés d’un semis d’abeilles dorées dans un encadrement de roulette avec couronne aux coins, dos lisse orné de filets et de fleurettes dorées, coupes ciselées, étiquette sur le contreplat, non rogné. [12 ff., le premier blanc].
19659Lausanne, Gonin & Ce, 1930. In-folio, 97 pp., en feuilles, couverture originale illustrée, chemise à dos de toile brune et étui cartonné (étui un peu défraîchi).
160344677Paris, Abel L'Angelier, 1603. 2 parties en 1 vol. in-8 de (3)-210-(6)-47-(1) ff., titre-frontispice signé Thomas de Leu, veau brun, dos lisse orné de caissons en long et fleurons dans les angles, sur les plats instruments de la Passion du Christ dans un double encadrement de filets dorés, fleurons dans les angles, tranches dorées (reliure de l'époque).
Libro d'artista stampato su carta perforata per computer pubblicato in occasione della mostra tenutasi presso il Museum of Contemporary Art, Chicago, 9 dicembre 1967 - 14 gennaio 1968. Testo introduttivo di Jan Van Der Marck (Direttore del Museo). Stralci di testo di Dan Flavin, Don Judd, Dan Graham. Biografia, Esposizioni, Bibliografia . 8vo (cm 21,5x29,5). pp. 38 n.n.. . Molto buono (Very Good). Leggere bruniture e fioriture alle prima e ultima pagina, piccole mancanze ai bordi perforati della prima pagina (Some light yellowing to the covers, small lacks of paper to the edges of the first page). . . The MCA's fourth exhibition, Dan Flavin: Pink and Gold, presented an expansive installation by Dan Flavin, giving the groundbreaking artist his first solo museum exhibition and his very first showing in Chicago. In the installation, titled alternating pink and "gold," 54 eight-foot-tall florescent light tubes alternating in pink and yellow were installed vertically across the six wall spaces of the museum at intervals of two, four, and six feet. As part of the exhibition, visitors were invited to feed pre-punched paper cards containing data through a rented IBM 1401 decimal computer (one of the first commercially affordable computers used by businesses from the 1950s–1970s) to print out personalized exhibition catalogues.La quarta mostra del Museum of Contemporary Art (Chicago), Dan Flavin: Pink and Gold, presentava un'installazione dell'artista newyorkese che costituiva la sua prima mostra personale in un museo e la sua prima esibizione a Chicago. Nell'installazione 54 tubi fluorescenti rosa e gialli di otto piedi di altezza erano installati verticalmente attraverso i sei spazi del museo a intervalli di due, quattro e sei piedi. Come parte della mostra, i visitatori erano stati invitati a immettere schede cartacee pre-perforate contenenti dati attraverso un computer decimale IBM 1401 noleggiato (uno dei primi computer commercialmente convenienti utilizzati dalle aziende degli anni '50 -'70) per stampare cataloghi personalizzati della mostra. Dal catalogo:Statement:"Friends, when as its artist I write about my proposal for fluorescent light, I develop a continuity of suggestive speculation. But, please understand that I do not wish to enforce conclusions against your individual participation with it, that would be as abusive as so much premature and presumptuous corrective art criticism. At best, I can advise inconsistently; certainly feel uninhibitedly qualified off on your own intelligence, as I had to be similarly, diagramming this appropriately obvious order. Since the same confronting vertical pattern of alternating colored light for all walls is so apparent, it need not be discussed, except to indicate the variety that was deliberately sought from the varying lengths of each wall to be involved in installation. A relieving difference for me, but simple, discrete fixture placement adapted to coincide with similar structurally restrained aspects of the entire interior space is opposed by deploying the alternations of gaudy pink and gold. Then, I conclude that our peculiar informative gain with the exposition is the concrete delight of a vastly felt illuminated paradox. Thank you,Dan FlavinDecember 6, 1967"
1561199568-1Venedig, Varisco 1561. Kl.8°. 320 Bll. Mit zahlr. Initialen, Holzschn.-Druckermarke u. 26 ganzs. Holzschnitten. Lederband im Stil der Zt. mit reicher floraler Vergoldung.
114264La Délirante, éditeur, 17 décembre 1982, in-folio (42,5 x 33 cm), 56 pp, en feuilles non paginées, sous couverture en vélin d’Arches rempliée à trois côtés, ornée d’un bois gravé par Henri Renaud d’après un dessin de Sam Szafran qui avait servi de couverture au premier numéro de la revue La Délirante, sous emboîtage cartonné de papier vert et étui rigide recouvert de papier Canson vert océan, très bon état. On joint un exemplaire de l'édition originale au format in-8° (39 pp, un frontispice de Sam Szafran, achevé d'imprimer en décembre 1983), enrichi d'un envoi a.s. de Fouad El-Etr
182679562chez Ladvocat | à Paris 1826 -1831 | 12.50 x 21 cm, longueur totale de la série 89 cm | 32 volumes
Edizione originale. Ottimo esemplare interamente genuino, senza restauri; lieve scoloritura al piatto superiore e segno dei fascicoli al dorso. Conserva distaccata ma in ottimo stato la pecetta marinettiana «“Poesia” organo del futurismo». Rarissima opera prima e notevole esordio, che pose Govoni tra i punti di riferimento per i giovani poeti del primo Novecento italiano, tra crepuscolarismo e modernismo liberty. Edizione a spese dell’autore, tirata in soli quattrocento esemplari non numerati su carta di pregio in barbe, con testo stampato in tre colori e lussureggiante apparato decorativo disegnato in xilografia da Adolfo De Carolis: la grande incisione di copertina, ripetuta in nero al frontespizio, e undici fregi nel testo. -- Poco meno di sei anni dopo, alle soglie del 1909, contemporaneamente alla nascita del futurismo, Govoni sceglieva Marinetti come suo editore di riferimento, e gli consegnava anche le rese della produzione precedente (come presto fece anche Aldo Palazzeschi). È così che «la copertina di “Fiale” di Corrado Govoni (1903) con l’elaborata xilografia “dannunziana” di Adolfo De Carolis “sfregiata” dall’etichetta di Marinetti “Poesia - Organo del Futurismo” è un’immagine metafora di alcuni concetti chiave del futurismo: sfregio al passato, appropriazione e risemantizzazione. La copertina etichettata risulta, inoltre, particolarmente adatta a significare quanto la principale casa editrice del movimento, ovvero le Edizioni Futuriste di “Poesia”, sia per intrinseca natura lontanissima dal concetto elitario di libro illustrato, di edizione di pregio, che aveva contraddistinto in qualche modo la stagione dannunziana modellata sugli esempi internazionali del “Revival of printing”» (Coronelli, “L’incisione nell’editoria futurista”, in: Il segno dell’avanguardia, 2018, p. 88a). -- Nel 1948, per la garzantiana «Opera prima» diretta da Enrico Falqui, Govoni ripubblicava «Le fiale» con diverse (piccole ma non banali) modifiche, e in cauda poneva un’interessante memoria: «Non ricordo più bene chi mi consigliò, nel 1903 (avevo diciott’anni), per la pubblicazione del mio primo libro di poesia “Le Fiale”, l’editore fiorentino Francesco Lumachi; se cioè fu Giovanni Papini o Adolfo De Karolis. Quello che ricordo con esattezza è che l’edizione di 400 copie in formato grande, di bellissima carta a mano, come oggi non se ne trova l’uguale, mi costò insieme alle belle incisioni in legno del De Karolis, l’intera eredità lasciatami dalla tremula indimenticabile nonna: 800 lire». Nella nota inoltre per la prima volta l’autore rivelava l’esistenza di un’originaria sezione di sonetti erotici («Vas luxuriae») sostituita a stampa già ultimata da «Giallo crisantemo e violetto pasquale» («circolarono con quei sonetti scandalosi non più di quattro o cinque copie»). Nel 1975 Lanfranco Caretti si imbatté in un esemplare ancora provvisto dei «Vas luxuriae» e ne diede un’edizione anastatica. «Delle “Fiale” esistono oggi tre edizioni: la princeps, in cui (tranne nella manciata di copie che conservano il “Vas”) la seconda sezione è la sostitutiva “Giallo crisantemo e violetto pasquale”; l’edizione Garzanti del 1948, sempre senza il “Vas” e con le varianti d’autore; un’edizione anastatica della princeps scovata da Caretti (Imola, Galeati, 1983), cioè con il “Vas luxuriae” e senza “Giallo crisantemo” […]. Non esiste pertanto nessuna edizione che raggruppi “Vas” e “Giallo crisantemo” assieme, e che restituisca al lettore d’oggi tanto “Le Fiale” nella loro veste originaria, quanto la vulgata che è circolata fino agli anni settanta. Lo scomodo lavoro di collage che ancora oggi si è costretti a fare per avere uno sguardo d’insieme sulla raccolta è, mi pare, un’illuminante testimonianza della sua indomabilità» (F. Targhetta, Corrado Govoni 1903-1907, tesi di dottorato 2008 Uni Padova, p. 13 nota 8). Cammarota, Futurismo, 249.1 e 249.5
199628072Envoi et portrait photographique signé Paris, Flammarion, (mars) 1996. 1 vol. (130 x 200 mm) de 117, [3] et 1 f. Broché, sous chemise et étui papier (Elbel). Édition originale et premier tirage. Envoi signé : «Pour Max, une édition rare, Michel Houellebecq». Avec un tirage photographique en couleurs (130 x 185 mm) signé par l'auteur.
184075673Paris Delloye 1840 1 vol. relié in-8, demi-maroquin vert sapin à coins bordé de filets dorés, dos à quatre nerfs frappé en pied du chiffre couronné d'Henri d'Orléans, caissons encadrés de filets dorés et à froid, plats de chagrin vert, tranches marbrées, XIII + 389 pp. Édition originale de ce célèbre recueil paru dans la première édition collective des oeuvres complètes de Hugo. On y trouve notamment les fameux poèmes "Tristesse d'Olympio" et "Océano Nox". Quelques infimes rousseurs, sinon très bel exemplaire en reliure d'époque au chiffre du grand bibliophile le duc d'Aumale à qui Hugo écrira en 1880 : « Pour moi, votre royauté a cessé d'être politique, et maintenant est historique. Ma République ne s'en inquiète pas. Vous faites partie de la grandeur de la France et je vous aime ».
184075673Paris Delloye 1840 1 vol. relié in-8, demi-maroquin vert sapin à coins bordé de filets dorés, dos à quatre nerfs frappé en pied du chiffre couronné d'Henri d'Orléans, caissons encadrés de filets dorés et à froid, plats de chagrin vert, tranches marbrées, XIII + 389 pp. Édition originale de ce célèbre recueil paru dans la première édition collective des oeuvres complètes de Hugo. On y trouve notamment les fameux poèmes "Tristesse d'Olympio" et "Océano Nox". Quelques infimes rousseurs, sinon très bel exemplaire en reliure d'époque au chiffre du grand bibliophile le duc d'Aumale à qui Hugo écrira en 1880 : « Pour moi, votre royauté a cessé d'être politique, et maintenant est historique. Ma République ne s'en inquiète pas. Vous faites partie de la grandeur de la France et je vous aime ».
ingvar bergstrom, claus grimm, marco rossi, Michela e fabrice farè, Juan Antonio Gaya Nuno natura in poesia rizzoli editore legatura in tela con copertina in carta tavole a colori con cofanetto
Libro d'artista composto di 16 carte Popset stampate a colore e incollate su cartone leggero e 38 pagine stampate in verde con una riproduzione del Risograph su Inuit avorio di 300 grammi (sette di questi fogli sono stati fustellati con forme diverse) Pagine di diverse forme e colori di cui alcune fustellate. Copertina in cartone e custodia stampate a secco. Cm 32x24. pp. 56. . Perfetto (Mint). . Edizione originale di 20 + 4 + 4 es. numerati e firmati. . Following the artist's interest in numbers, mathematical interpretations of the world, tracking devices and mechanisms that characterize our everyday social lives, Gabriel Kuri has combined two different educational graphic solutions used to teach kids how to master the complex world of fractions - flash cards and cardboard pie charts - in a playful layout of colored pages, die-cut shapes and graphic reproductions printed in vivid green with the unique quality offered by a Risograph (a brand of digital high-volume printing machines manufactured in Japan since 1986 and now mostly used for artistic output).This book is a foray into the artist's creative method and an expression of Kuri's visual language. Like any of the artist's sculptures or installations, "Reduce to Improper Fraction" carries elements defining Kuri's original formal vocabulary. This book is bound with iconic "Atoma" rings in a candid reference to the artist's series of large metal sculptures presented at Regen Projects (Los Angeles) in 2014, while the use of "modified readymades" is a recurring motif in Kuri's artistic practice.The late James Lee Byars created "The Perfect Smile" (1994) pointing to the elusive and unspeakable beauty of perfection while Gabriel Kuri insists to "Reduce to Improper Fraction", helping us to see more easily how many whole items we actually have.For both artists it seems that the end game in their works is the same: an attempt to define the convergence of themes that are dear to our states of being.With this new project for Three Star Books Gabriel Kuri demonstrates his ability to elegantly synthesize the complexity of understanding in order to create new paths of apprehension.
Collezione completa delle Opere in prima edizione. Edizione originale de «La Ginestra», de «Il tramonto della Luna» e del «Saggio sopra gli errori popolari degli antichi». Alcuni fascicoli con leggere bruniture, nel complesso esemplari più che buoni, in barbe. Al frontespizio di ciascun volume timbretto «Ing. A. Verga» e firma del possessore. L’edizione delle opere di Leopardi ebbe immediato successo, tanto che i primi due volumi furono subito ristampati in tirature successive e sono oggi assai rari in prima edizione. In particolare, poi, al primo volume, che accoglie i «Canti», appaiono in edizione originale (i.e. in prima stampa assoluta) «La Ginestra» e «Il tramonto della Luna», scritte dal poeta nel 1836, poco prima di morire. L’edizione fu curata da Antonio Ranieri «secondo l’ultimo intendimento dell’autore»: in particolare, il testo dei «Canti» è dato a partire dall’esemplare Starita 1835 su cui Leopardi lavorò assiduamente, inserendo numerose modifiche e correzioni, fino agli ultimi istanti della sua vita. E anche la collocazione dei due inediti, alla fine della raccolta, rispecchierebbe le intenzioni del poeta. La forma attuale del libro, quella che tutti conosciamo, si è dunque cristallizzata qui per la prima volta. -- Tipograficamente identici ai primi due, nel 1846 uscirono il terzo e il quarto volume delle «Opere». Al terzo volume compaiono in prima edizione gli «Studi filologici», un’esaustiva raccolta degli scritti leopardiani di argomento filologico curati da Pellegrini e Giordani, in cui il poeta si misura con i classici greci e latini, senza tuttavia trascurare il patrimonio letterario italiano. Al quarto volume è stampata l’edizione originale del «Saggio sopra gli errori popolari degli antichi», la cui pubblicazione si deve a Prospero Viani: opera giovanile, fu composta da Leopardi nel 1815 e sottoposta allo Stella per la pubblicazione. L’editore, però, ignorò l’invio, al punto che il poeta, nel 1830, riteneva il manoscritto ormai smarrito. A distanza di anni Viani riuscì a recuperare i fogli con il testo del saggio e lo diede alle stampe proprio in questa sede. Il quarto volume è seguito dai «Paralipomeni della Batrocomiomachia», che reca al frontespizio «Parigi, Libreria Europea di Baudry, Quai Malaquais, 3, 1842» e al verso dell’occhietto «Dai Torchj della signora Lacombe, via d’Enghien, 12», nonostante si tratti della ristampa fiorentina Le Monnier del 1845. Mazzatinti e Menghini, Bibliografia leopardiana, nn. 694, 697-8, 700; Catalogo del fondo leopardiano, nn. 113-6, 120, 121, 123; Benedettucci, Vecchie pagine di Bibliografia Leopardiana, n. 47 4 voll. in quattro tomi
187327916Exemplaire sur chine, avec le « Toast funèbre » de Mallarmé Paris, Lemerre, 1873. 1 vol. (195 x 255 mm) de 3 f. dont 1 front. gravé, II-179 p. Maroquin ébène, dos à nerfs orné, décor à la du Seuil sur les plats, roulettes d'encadrement sur les contreplats, tête dorée, double filet sur les coupes, couvertures conservées (reliure signée de H. de Courmont). Édition originale. Portrait-frontispice dessiné et gravé par Bracquemond. Un des 20 exemplaires sur chine (n° 6), justifié et signé par l'éditeur, à toutes marges.
22296Fixae Andegavorum, ex officina Gervasii Laboe, [La Flèche, Gervais Laboê], 1661. In-4, [24]-483-[1] pp., basane mouchetée havane, frise dorée en encadrement sur les plats ornés d'un semé de fleurs de lys dorées et les armes de France dorées au centre, dos à nerfs orné de filets et fleurs de lys dorés, tranches dorées (reliure restaurée, petites épidermures, restauration d'un coin du titre et d'une marge au f. F3, galeries de ver sans atteinte, quelques taches et rousseurs éparses).
Edizione originale. Esemplare in ottimo stato di conservazione, freschissimo e pulito, privo di particolari difetti da segnalare. Il secondo dramma storico dell’autore narra lo scontro, sul suolo italiano, tra Longobardi comandati da Desiderio, padre di Aldelchi e Franchi guidati da Carlo Magno, chiamati in Italia da papa Adriano I. Pare che Manzoni non fosse completamente soddisfatto dell’opera, quantomeno della sua prima stesura, in cui, come testimonia una lettera scritta a Fauriel nel 1821, percepisce un «coleur romanzesque» che mal si concilia con l’ideale di verità e correttezza storica di cui Manzoni aveva ampiamente discusso nelle sue riflessioni teoriche. Proprio per fornire precisazioni e dati storici, la tragedia fu stampata con le «Notizie storiche» sui fatti antecedenti la tragedia (pp. 1-21) e il «Discorso su alcuni punti della storia longobardica», che occupa le pagine 167-finis, in sei capitoli. Vismara, Bibliografia manzoniana, n. 278; Parenti, Rarità, I, pp. 178-182
Libro d'artista composto di 10 cartelle di carta Fabriano di quattro pagine, 10 fogli di plexiglass stampato UV 3 mm e etichette stampate su carta Popset a colori . Cm 28x28. pp. 40 + allegati. . Perfetto (Mint). . Edizione originale di 20 es. numerati e firmati. . Object/Subject/Slides are composed of ten individual folders, housed in a clothbound box. Each folder contains three elements: a transparent slide, a monochrome print, and a text document. Upon the slide is a UV printed picture of an object taken from an Object/Subject/Painting, Micka's series of hyper-real paintings after photos of objects featured in past auction catalogs. The slides are mechanical/digital reproductions of the original catalog photographs, the source images for Micka's paintings. The selected objects reproduced are items displaying an impressive degree of skilled labor through technical craftwork. Objects of another era. Resold at auction as luxury objects they express the consolidation and accumulation of wealth in their materiality. The slides in this publication allows the reproductions to be manipulated as the images seem to float over the color monochrome prints. The text documents, on page one of each of the ten folders, are copies of the original auction catalog's lot descriptions. The Object/Subject/Slides repurpose the image. By allowing the object to resurface again, the slide becomes a shadow of the original. This move allows one to apply to the images a historical distance, a critical perspective.From Magritte to Baldessari the question of the picture and its many layers of representation has been long persisted in the project of making the invisible visible. Object/Subject/Slides by Sean Micka at Three Star Books materializes what John Berger once described, different ways of seeing.
. Cm 43x26,5. pp. 210. . Perfetto (Mint). . Edizione originale di 40 es. numerati e firmati. . The "Billboard Book" book of Jonathan Monk, harks back to other times. It is fabricated from the billboard project announcing its publication, is a piece of conceptual wizardry. It refers to itself in the natty text that Monk devised, invoking every last piece of technical detail constituting its manufacture. And then, the object slices up, and becomes a volume, showing, in one neat gesture, how irrelevant taxonomies such as sculpture/painting/book, really are. Here, the humility and humor of Monk come brilliantly to the fore. Every last soul involved in the manufacture of this book object has been duly mentioned. Monk acts more like a producer in this case, and shows the artistic process for the collaborative endeavor it really is. The billboard/book his designed by Vier5 using their distinctive " low res " original font.
19697738Paris, Guy Chambelland, 1969. In-4 (280 x 210 mm). En feuilles, couverture rempliée de papier fort, chemise et étui en forme de livre, dos arrondi en demi-chagrin noir à grain long, titre, auteur et date argentés, étui bordé (P. Goy & C. Vilaine).
Edizione originale. Ex. «a.l.» fuori tiratura. In ottime condizioni. Tiratura di 200 esemplari numerati. Celebre raccolta di serigrafie nella preziosa collana di poesia illustrata, stampata con la consueta cura e maestria dall’officina Lucini. Maffei, Munari Libri (2008), p. 91
Libro d'artista con 24 tavole serigrafiche a piena pagina Edition of thirty copies plus five artist's proofs and five hors commerce. All books are numbered and signed by the artist. Bound and housed in a specially designed octogonal slipcase. Cm 25x33. pp. 52. . Perfetto (Mint). . Edizione originale di 30 + 5 + 5 es. numerati e firmati. . FATEBE has an alter ego that goes by the name of Ebecho Muslimova (or maybe it's the other way around?) Regardless of who comes first, Muslimova's precocious second self has resulted in the indomitably "naked" character of Fatebe who is subject to the artist's infinite imagination and born again and again within innumerable graphic scenarios.As an avatar of the artist this lovable personage dives into the recesses of the artist's mental states, simultaneously liberating and celebrating uninhibited modes of expression that project a dedicated artist into a myriad of "malleable" situations upon the page. Fatebe (a portmanteau of "fat" and "Ebe," the artist's nickname) has been a pleasurable escape for Ebecho Muslimova since 2011 and serves as an inexhaustible source of inspiration that Muslimova has actively presented in a number of international exhibitions and on many, many Post-it Notes. For "FATEBE VOLUME 2"* the artist has transported Fatebe to "live" upon the pages of this octogonal shaped book of meticulously conceived and technically impeccable colored drawings. The plain mat ink silkscreened on Fabriano paper in this edition recall the gouache stencils and the freedom of the "ligne modulée" drawings of Matisse's famed Jazz (Tériade, 1947), taking on an ironically new and irreverent twist.
Edizione originale, rarissima. Minime mancanza all’angolo superiore esterno della brossura, leggermente brunita, nel complesso un ottimo esemplare in carta forte con barbe. Rarissima plaquette per nozze che contiene l’edizione originale delle odi «La lodola», «La sorba», «Il cane» precedute dalla dedicatoria a Egisto Cecchi. Le tre poesie saranno poi incluse in «Odi e Inni» (1906), ma con titolo mutato («Il cane» e «La sorba» diventeranno «Il cane notturno» e «L’ultimo frutto») e con alcune minime varianti, soprattutto alla punteggiatura. Notevole la dedica in cui Pascoli si presenta come «L’autore di Myricae». Rarissma, due sole copie in Iccu (Biblioteca del Dipartimento di Filologia classica e Italianistica Alma Mater Studiorum - Università degli studi di Bologna; Biblioteca comunale Labronica Francesco Domenico Guerrazzi – Livorno). Pascoli, «Poesie e Prose», ed. Garboli, p. 1319. Gambetti - Vezzosi, «Rarità bibliografiche», p. 643.
Editio princeps delle «Poesie». Sporadici punti di foxing, piccola macchia marginale alle pp. 115-20 che non intacca il testo, lieve alone alle ultime carte, nel complesso esemplare molto buono, fresco e in barbe (152 x 100 mm). Unica raccolta della poesie di Porta pubblicata con l’autore in vita e da lui curata, il XII volume della Collezione di Cherubini ha goduto fin da subito di una circolazione in forma autonoma, svincolata dagli altri volumi della serie. In fine è riportato l’elenco degli associati alla Collezione, in cui spicca il nome di Alessandro Manzoni. E tra avvocati, dottori, intellettuali e impiegati statali, sorpende trovare anche Palamede Carpani, il Censore Regio che aveva imposto a Porta pesanti interventi e modifiche per ottenere l’autorizzazione alla stampa. Il valore fondativo dell’edizione — le poesie qui pubblicate per la prima volta saranno riprese in tutte le raccolte successive — e la sua rarità la rendono oggi un oggetto pregiato e ricercato. Bibliografia Braidense, n. 3. Bibliografia delle edizioni portiane, n. 3; Milano nei suoi libri e nelle stampe, p. 35.