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Prefazione: Traian Boccalini (1556-1613) . Edizione: Prima edizione . Pagine: 134 . Illustrazioni: Incisione all'antiporta raffigurante l'Autore disegnato da Capurro e inciso da Guidotti . Formato: 8° . Rilegatura: Cartonato pergamena . Stato: Buono . Caratteristiche: L'Autore fu originario di Livellato.Cento acrostici irreverenti riguardanti la società dell'epoca e i suoi costumi.Foto disponibili .
244000Paris, Léon Vanier, 1895 in-12, XXIV pp., 135 pp., avec 2 portraits dans le texte, demi-chagrin cerise à coins, dos à nerfs, simple filet à froid sur les plats, tête dorée, couverture conservée (reliure un peu postérieure).
19663421A NICE. CHEZ JOSEPH PARDO, A L'ENSEIGNE DU SEFER. 1966. GRAND IN-4 (38,5 X 30,5 X 5,5 CENTIMETRES ENVIRON) NON PAGINE, SOUS EMBOITAGE TOILE DE L'EDITEUR. ILLUSTRE DE 36 PLANCHES HORS TEXTE EN COULEURS PAR RAYMOND MORETTI. PREMIER TIRAGE LIMITE A 400 EXEMPLAIRES NUMEROTES, CELUI-CI PORTANT LE NUMERO "HORS-COMMERCE 3" SUR VELIN PUR CHIFFON A LA FORME FILIGRANE SEFER A LA MARQUE AU LEOPARD, AVEC UNE SUITE DE 11 HORS TEXTE EN COULEURS SUR JAPON. BIEN COMPLET DU CERTIFICAT DE L'EDITEUR (VIERGE). BEL EXEMPLAIRE DE CET OUVRAGE RECHERCHE.
1752003207Paris, Nyon Fils et Guillyn, 5 vol. in-12 (14,5 x 8,5 cm), maroquin rouge, dos lisse orné à la grotesque, pièces de titre et tomaison maroquin vert, triple filet autour des plats, filet de coupes, dentelle intérieure, tranches dorées (reliure d'époque). I à V Livres des Odes, les Satyres, les Epitres, l'Art Poëtique, etc. Nombreux ornements de texte : vignettes,lettres ornées, bandeaux d'en tête, culs-de-lampe, filets gras. Exemplaire soigneusement réglé en rouge.
Con 16 acqueforti su rame, di cui 6 a piena pagina e 10 nel testo, di Aligi Sassu firmate a matita (cm 20x15; 5x14) Nervi al dorso e titoli in oro. Carta Richard de Bas pesante, fabbricata a tino. Testo in carattere Dante di Ruggero Olivieri. Edizione originale di 130+X es. numerati e firmati da Aligi Sassu e Leonardo Sciascia. cm 34x25. pp. 76 (6). . Ottimo (Fine). . Edizione di 130 + X es. numerati e firmati. . Sciardelli aveva inviato all'amico Sciascia, siciliano come lui, alcuni documenti di un processo di stregoneria (Milano 1600) perché potesse svilupparne una storia. Sciascia scrisse il racconto dopo aver riletto il capitolo XXXI dei Promessi Sposi, come lui stesso dichiara: ''Se l'attenzione non mi si fosse fermata, ossessivamente come la puntina del disco che gira sullo stesso solco, alla frase con cui Manzoni, a vituperio del Settala, ricorda l'atroce caso''.
345London : printed by A. Spottiswoode for Longman, Brown, Green, and Longmans, 1847. EXCEPTIONNELLE RELIURE « PLEIN OR » DU RELIEUR ANGLAIS RIVIÈRE
In -8°, pp. 453, (3). Legatura alle armi reali del Portogallo, tagli dorati. Il ferrarese Angelo Talassi, improvvisatore del XVIII secolo, conobbe Goldoni che lo giudica, nei suoi “Memoires”, “un de ces talents surprenants qui, sur tel sujet qu'on lui propose, débitent à l'impromptu et en chantant, cent vers ou cent couplets, sans jarnais manquer ni à la rime ni a la raison”. Di Talassi parla diffusamente anche Benedetto Croce (“Quaderni della critica”, novembre 1946, n. 6, pp. 38-47), riportando una valutazione di Carlo Piancastelli, secondo il quale “L’olmo abbattuto” è “rarissimo” e crede “che non si trovi nelle pubbliche biblioteche del Regno, e che forse qualche grosso carico di copie dovette andarne distrutto”. Ultima di tre opere da lui pubblicate, “L’olmo abbattuto” fu stampato a Lisbona, dove il Talassi, dopo aver viaggiato per “mezzo mondo” (cioè per tutta l’Europa) aveva ottenuto una pensione dal Re di Portogallo, ciò che qualifica questa stessa legatura (troviamo lo stemma reale portoghese anche al frontespizio). Sempre Croce ha un affettuoso sbilanciamento per il poeta, del quale s’imbatte casualmente in varie opere e richiami, ciò che, scrive, “mi fece sentire com'egli contasse su di me come un'anima dell'oltremondo dantesco per essere richiamato non solo nel suo nome ma nelle sue opere ai dimentichi suoi connazionali” (ibidem, p. 44). 3 This work is classified as “very rare” by Benedetto Croce.
Prima edizione. Esemplare 11/98 in più che buone condizioni (copertina brunita e usurata ai bordi e alle cerniere; interno ben conservato, con carte appena brunite sulle barbe, come usuale). Rarissimo e malnoto libro d’artista, o «livre de dialogue» — nella definizione di Yves Peyré — tra Ungaretti (e Mallarmé) e Carlo Carrà, tirato in sole 110 copie numerate a stampa in tre serie (1-98, A-B, CI-CX) dalla casa editrice «fondata a Milano nel 1944 da quattro ventenni alle prese con la fine della guerra e la rinascita culturale del paese: Massimo Carrà [figlio dell’artista], Fernando Ghisotti, Lodovico Castiglioni ed Edoardo Hensemberger» (S. Piombo, Il Balcone, FdL 2010/1: 21-24). Compare qui per la prima volta la traduzione ad opera di Ungaretti del «Monologo di un fauno» insieme alla sua traduzione del «Pomeriggio di un fauno», già uscita sulle pagine della rivista «Poesia» nel luglio 1946, qui in prima edizione autonoma e stampata con alcune varianti. Entrambe confluiranno l’anno seguente nel sesto volume della serie «Vita d’un uomo» per la collana «Lo specchio» Mondadori: la raccolta di traduzioni significativamente intitolata «Da Gongora a Mallarmé». Ungaretti fu molto legato a Mallarmé dai tempi della scuola, e la sua poesia, pur con varie declinazioni, è fortemente mallarméiana fin dagli albori. A detta dello stesso autore, queste versioni del «Fauno» si attengono molto alla lettera dell'originale, discostandosi dalle traduzioni che ne avevano fatto gli ermetici in quegli stessi anni, più attente a riprodurre il linguaggio evocativo di Mallarmé. -- Accompagnano il testo cinque eleganti litografie su zinco di Carlo Carrà, disegnate ad hoc per questa edizione, tutte datate e firmate in lastra, che ritraggono il fauno e le ninfe in diversi momenti del poemetto. In appendice, alcune dediche in versi che Mallarmé vergò in copie del suo «Faune», da lui stesso poi raccolte e qui stampate in francese senza traduzione. Jentsch, Libri d’artista, p. 87 n. 122; Carrà Opera grafica (1976) nn. 79-82; Costadura, Mallarmé, le classique, le byzantin: Présence de Mallarmé dans la culture littéraire italienne entre 1914 et 1951 (in: Revue de Littérature Comparée, 72.2, aprile 1998: 231-ss)
20355S.l.n.d. [XVIIIe siècle] In-folio, 302 ff., parchemin rigide ivoire, tranchefile à passe, dos long, pièce de titre rouge, tranches mouchetées (petites épidermures et taches, 1 trou avec atteinte au texte f. 115, quelques pliures).
bf4780Anonyme Relié DE TOUTE RARETÉ. PIÈCE UNIQUE. Inconnu à Pia et Dutel. Petit in-8 (14 x 21,5 cm.), relié en demi-maroquin brun à coins, cinq nerfs et le titre doré au dos, gardes couleurs, provenance prestigieuse : ex-libris (Gerard Nordmann), auteurs et éditeurs anonymes, sans date (circa 1907), 14 pages sans table, exemplaire imprimé sur papier Japon, bien qu'aucun tirage ne soit indiqué, eau-forte de Félicien Rops en deux états (sur vélin fort et Japon), eau-forte de Martin Van Maele en triple épreuve : en noir sur vélin et sur Japon / en bistre et noir sur Japon, édition mystérieuse et de toute rareté. Quelques frottements, très bel état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
pp. 44 in quartini sciolti stampati in grigio + 9 belle e grandi acquef. a più col. firm. e numer. a 60 esempl. Es. n. 25. Perfetto stato di conservazione. Raccolta poetica dai colti riferimenti letterari che spesso risalgono fino alla mitologia, in particolare nei componimenti dedicati al Po. A questo fiume e ai paesaggi lacustri sono ispirate le vivide e personali incisioni di questo famoso artista della Svizzera italiana, nato nel 1928 e tutt'ora attivo come importante scultore. Blendinger, Nag Arnoldi. Catalogo ragionato dell'opera grafica, 224-233.
Two volumes, complete. AN OUTSTANDING ASSOCIATION COPY, EXTRA-ILLUSTRATED WITH SPECIAL PLATES, OF THE FIRST AND ONLY COMPLETE EDITION, and first and only critical edition, of the works of Pierre de Brach, an important 16th-century poet from Bordeaux, a close friend of Montaigne and many other key French Renaissance literary figures. ABOUT HALF THE WORKS ARE PUBLISHED HERE FOR THE FIRST TIME: Dezeimeris (1835-1913) had discovered an important manuscript which included many texts thought lost forever, including the "Tombeau et regrets funebres sur la mort d'Aymee" and the second book of the "Amours". Extensive scholarly apparatus, notes, and index. Edition limited to 260 copies, of which this is ONE OF 40 COPIES BEAUTIFULLY PRINTED (by Gounouilhou of Bordeaux) ON FINE WHITE WOVE PAPER, with numerous woodcut ornaments, headpieces, and tailpieces. Title-pages printed in red and black, with large woodcut printer's device. Text in Italic type, notes in Roman type. Two engraved portraits on Chinese paper and several other plates. WITH A SIGNED PRESENTATION INSCRIPTION FROM DEZEIMERIS TO FRANCOIS DEFREMERY (1822-1883) OF THE ACADEMIE FRANCAISE. Bound in are FOUR AUTOGRAPH LETTERS (and an inscribed visiting card) from Dezeimeris to Defremery, dated from October 1878 to February 1879, discussing this work and Dezeimeris' election to the Academie des Inscriptions et Belles-Lettres. Dezeimeris was elected in late December 1878, and in the earlier letters we can see how he marshals his forces and asks Defremery for assistance. Dezeimeris mentions that HE HAS ADDED A FEW RELEVANT PLATES TO THIS SET WHICH ARE WHICH WERE NOT PUBLISHED WITH IT AND THUS ARE NOT FOUND IN OTHER COPIES. After Defremery's death this set passed into the hands of noted bibliophile Philippe-Louis de Bordes de Fortage (his engraved bookplates). His collection was auctioned from 1924 to 1927. 4to. Attractively bound in contemporary quarter morocco and decorated boards. Top edge gilt, other edges uncut. Light wear to bindings, a little bit of faint foxing, else a fine set with an excellent provenance. Vicaire I, 919; Brunet supp., 167: "Belle publication." Viollet le Duc (I, 333): "C'etait un ecrivain correct, un versificateur elegant et harmonieux, bien superieur sous ce rapport a tous les poetes ses contemporains. On peut lui reprocher de manquer de la verve et de l'entrainement de Ronsard, par exemple; mais comme forme de langage, c'est un auteur des plus remarquables et assurement digne d'etre etudie. A rare set, with a terrific provenance.
FIRST EDITION of these poems and prose poems by Gimferrer (in Catalan, with Japanese translation laid in), illustrated with EIGHT ORIGINAL FULL-PAGE COLOR LITHOGRAPHS, four by Fusako Yasuda and four by LluÌs Pessa. EDITION LIMITED TO ONLY TWELVE (12) NUMBERED COPIES. Signed by the author and the artists. 4to. Loose as issued in original wraps and very attractive board slipcase covered with Japanese paper. FINE AND BRIGHT, WITH NO DEFECTS. Like new. A LIVRE D'ARTISTE OF THE GREATEST RARITY.
196652377BB(1966). 19 x 21 cm. Mit Heftklammern. [5 Warenabbildungen]
196752376BB(ca. 1967). 19,5 x 21 cm. 9 Blatt in Papierumschlag. [9 Warenabbildungen]
196652377BB(1966). 19 x 21 cm. Mit Heftklammern.
196752376BB(ca. 1967) 19,5 x 21 cm. 9 Blatt in Papierumschlag.
187014751Paris, Alphonse Lemerre, 1870. In-12 de [6]-38-[4] pages, plein maroquin bleu à la Bradel, dos lisse, filets dorés sur les coupes, large roulette intérieure, gardes marbrées, étui bordé de maroquin, couvertures et dos conservés. Non rogné. Reliure signée Alf. Farez.
195918504Paris, Aux Vents d’Arles, 1959. Un volume leporello oblong, plats de parchemin ivoire, premier plat orné des initiales de l'auteur et de l'artiste, à savoir un double E (dos à dos). Étui de maroquin rouge, doublé de même, initiales répétées au dos. Reliure et emboîtage de Jean Duval.
Edizione originale. Ottimo esemplare (minime sfrangiature marginali alla brossura, piccole gore marginali al piatto anteriore, leggere tracce di sporco e abrasioni al piatto posteriore; leggerissime fioriture alle carte). Rarissimo libro pubblicato in sole 500 copie a spese del curatore Ezra Pound, che vi appare con le sole iniziali «E.P.». Nella primavera del 1929 l’editore «Aquila Press» ordinava al poeta americano una versione commentata dell’opera omnia di Cavalcanti da pubblicarsi con sfarzo, su carta grande, assieme alla riproduzione fotografica di uno dei testimoni manoscritti. Mentre era già in corso la tiratura, l’editore chiuse per fallimento: le pagine già completate vennero inviate a Pound in Rapallo, il quale fece realizzare questa versione privata, «rappezzata fra le rovine» dell’editore, appunto. Gallup, Ezra Pound: a Bibliography, B27
Settimanale diretto da Tomaso Monicelli. Il primo numero reca la data 6 giugno 1909; cessò le pubblicazioni col numero 22 del 29 maggio 1910. Dapprima la testata fu disegnata da Pietro Chiesa poi da Antonio Rubino. Pubblica testi di politica, storia e letteratura (poesie e racconti di Gozzano, Giorgieri Contri, Vannicola, Govoni, Lucini), abbelliti da numerose illustrazioni di Golia, T.M. Cascella, Fabiano e Rubino. Tutto il pubblicato rilegato in volume.
Prima edizione, nella tiratura di lusso nella variante in marocchino avana. Esemplare 188 di 200 numerati a mano in inchiostro rosso, in eccellenti condizioni (dorso appena scolorito). Tiratura di lussa tirata in soli 200 esemplari numerati a mano, in carta grande, rilegati in marocchino in diversi colori. Considerato uno dei capolavori assoluti di D’Annunzio, il «Notturno» segna il ritorno all’arte dopo l’impegno militare e politico della Grande Guerra e dell’impresa fiumana. L’opera fu composta nel 1916, quando il poeta era a letto convalescente a seguito del grave incidente aereo occorsogli il 15 gennaio: mentre sorvolava Grado fu costretto a un atterraggio di emergenza e nel violento impatto sbatté la tempia, rischiando di perdere l’occhio destro. Per due mesi ebbe entrambi gli occhi bendati, ma nonostante questo non si rassegnò all’inoperosità: pur di scrivere, si fece preparare migliaia di striscioline di carta su cui vergava singole frasi e porzioni di testo di poche parole; il materiale fu assemblato dalla figlia Renata, e nacque così la grande prosa lirica del «Notturno». Alla tiratura ordinaria, molto elegante, si aggiunse questa di lusso, tirata in soli 200 esemplari: di maggiore formato, era stampata su carta a mano e ampliata con i facsimili degli autografi dannunziani; Treves infine corredò ogni copia di una bella legatura in pieno marocchino di colore nero, bordeaux, blu o avana scuro, come la presente. Guabello, Raccolta dannunziana, n. 314; De Medici, Bibliografia di Gabriele D’Annunzio, n. 110.
Edizione originale. Straordinario esemplare a pieni margini (214 x 157 mm), per gran parte intonso, nella rarissima brossura originale (restauro professionale molto ben riuscito). Prima raccolta poetica di Ippolito Nievo, rarissima, tirata in soli cento esemplari. «Sono ventitré pezzi; un vero mosaico che si unifica però bellamente nello scopo d’una restaurazione civile e morale. Dio voglia che i lettori capiscano!» (lettera di Nievo ad Attilio Magri, 2 maggio 1854). Già da questa prova giovanile emergono con tutta chiarezza la verve polemica e l’impegno civile e politico del poeta, che culmineranno con la sua opera maggiore, le «Confessioni»: «Fin dagli inizi […] la sua attività di scrittore in versi è, più spesso che poesia, una poetica; […] una poetica mai smentita né alterata nella sua essenza, perché le ragioni di poesia e le ragionio di vita sono, per il Nievo, tutt’uno. E proprio per questo intento pratico, civile, come si diceva allora (e spesso voleva dire anche “politico”), le poesie del Nievo, specialmente quelle della prima raccolta udinese, […], non di rado sono giornalismo in versi» (Nievo, Poesie, ed. Gorra, p. XXXIII). Nei «Versi» furono stampate le ventitre poesie apparse su «L’Alchimista friulano» tra il novembre 1853 e il maggio 1854. La rivista era diretta da Camillo Giussani, brillante e precoce giornalista, pressoché coetaneo di Nievo, che ebbe un ruolo fondamentale nella pubblicazione. Fu a lui che venne l’idea, già nel dicembre 1854, di raccogliere in un volumetto i componimenti che uscivano sulla rivista. In una lettera del 4 dicembre inviata a Nievo, dopo aver lodato le qualità del poeta, «uno di quei pochi caratteri onorevoli, in cui l’intelligenza è in armonia col cuore», osservava che «i suoi versi meriterebbero di apparir in una veste più degna che non sulle pagine di un giornale», offrendosi infine di pubblicarli in volume (le citazioni in Nievo, Poesie, ed. Gorra, pp. 890-1). Nievo accettò di buon grado l’offerta di Giussani e il lavoro procedette secondo uno schema assai efficace: «Man mano che uscivano [in rivista, le poesie], se ne utilizzava nella tipografia Vendrame – la stessa che stampava il giornale – la “composizione” per il volume» (Nievo, Poesie, ed. Gorra, p. 899). Così facendo, il libro dei «Versi» risultava già pronto per essere presentato alla censura nel maggio 1854. E anche questo delicato passaggio si svolse senza intoppi: fin dai tempi della pubblicazione in rivista, Nievo aveva infatti lasciato carta bianca a Giussani di intervenire sulle sue poesie, e il direttore, mosso da ragioni prudenziali, non si era fatto alcuno scrupolo a modificare i testi, arrivando anche a cassare interi versi. Come accennato, l’edizione risulta oggi molto rara (se ne contano 10 esemplari nel catalogo SBN), tanto più nella sua brossura originale. Data la tiratura bassissima, il volume divenne presto introvabile anche ai tempi del poeta: quando un suo compagno di studi gliene chiese una copia, Nievo rispose con parole eloquenti: «de’ primi versi satirici non ho più in casa nemmeno l’odore» (Nievo, Poesie, ed. Gorra, p. 891-2). Nievo: Poesie, a cura di Marcella Gorra (Milano, Mondadori, 1970)
Rarissima edizione originale. Lieve foxing, strappi alle piegature, ma nel complesso esemplare ben conservato. A p. [4] nota manoscritta (di possesso?) «Boari». L’elegante opuscolo, con la dedica stampata in caratteri oro e bronzo, contiene l’ode senza titolo «Quando la rondine lascia i veroni» scritta da Pascoli in onore di Angiolina Mazzoli, grande amica di Ida e Maria Pascoli, che prese i voti il 7 ottobre 1884 divenendo così Suor Agnese. I versi furono composti su richiesta insistente delle sorelle, ma il poeta ebbe non poche difficoltà a portare a termine il lavoro, rimandandone più volte la consegna. Finalmente, il 17 settembre, inviò il testo a Ida e Maria, insieme ad un sonetto dedicato anche questo ad Angiolina Mazzoli (inc.: «Angiolina, a che luogo ermo e lontano»). Il poeta, tuttavia, non fu soddisfatto del proprio lavoro: non solo definì le due poesie «qualche cosaccia», ma confessò anche alle sorelle: «Non ho saputo far nulla di meglio. Perdonatemi e vogliatemi bene lo stesso» (Maria Pascoli, «Lungo la vita», p. 202). Ida e Maria sottoposero i due testi al confessore del convento di Angiolina Mazzoli, che approvò la stampa solo per il primo. La firma di possesso “Boari” potrebbe appartenere a Caterina Boari, la maestra di Ida e Maria. Rarissimo, non se ne rilevano copie in Iccu. Maria Pascoli, «Lungo la vita», p. 202
19422071942 Tananarive, Sn [Imprimé par Henri Vidalie], 1942. 32 x 24,5 cm, in-4°, 1 f. bl. + 10 ff. n. ch. + 1 f. bl., couverture crème en papier de bananier, imprimée en noir et portant la mention "hors commerce", sans page de titre, justification et achevé d'imprimer en 3e de couverture.