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brossura
New English Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In English. 196 p. Language, logic, and empirical knowledge: Collected papers, 1965-2005. This collection consists of sixteen articles written in English by Teo Grünberg, who is one of the most distinguished logicians and analytic philosophers in Turkey. The basic motivation that lies behind the idea of putting these articles together in a separate volume is the utmost difficulty of access to many of the periodicals in which the articles are published, primarily because of the reason that their electronic versions are not available.
Mm 130x210 Collana "Tragelaphos". L'Avvenire dei Lavoratori, quaderni 2007.3-4 - Brossura editoriale di 190 pagine. Edizione italiana a cura di Vera Pegna. Copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x210 Collana "Problemi aperti" - Brossura editoriale con sovraccoperta, 85 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Queste pagine presentano un esercizio dialogico tra prospettive assai diverse. L'una, filosofica, avanzata da Massimo Reichlin tenta di superare la contrapposizione fra una bioetica laica e una cattolica. "Laico" può essere detto in molti modi, anche come assenza di atteggiamento dogmatico e quindi disponibilità al dialogo. La laicità così intesa è un metodo, condivisibile anche da un'altra prospettiva, religiosa, come quella del teologo Maurizio Chiodi, che, confrontandosi col pensiero di Giuseppe Angelini e Paul Ricoeur, elabora un'etica in grado di rispondere all'appello all'universalità antropologica inscritto nel cristianesimo. Filosofia e teologia trovano nell'"etica della vita" un punto di comune riflessione, nella differenza tra i due stili di sapere.
Mm 135x210 Brossura editoriale di pagine 78, dedica alla prima carta bianca. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. In Socrate la "phronesis" è disposizione a fare il bene, derivante dalla preliminare conoscenza che si ha di esso; per Platone è invece virtù vera e propria, gnoseologica e pratica, ma specialmente politica: la devono assolutamente possedere i reggitori dello Stato. Aristotele definisce la phronesis: disposizione pratica, accompagnata da ragione verace, intorno a ciò che è bene e male per l'uomo. Essa non è insegnabile, i suoi principi non possono teorizzarsi al di fuori, prima o al di là della prassi, bensì durante. Non sono ancora esistite scuole che rilasciano diplomi in prassi e per quanto riguarda la sua verificabilità, la prassi è interamente affidata a se stessa. Questa virtù, scoperta dagli antichi, corrisponde a ciò che i moderni hanno definito: prudenza o anche astuzia, il sapere bene usare la bestia e lo uomo, soprattutto in senso machiavelliano. Le pagine del XVIII capitolo del "Principe", mai definite in modo più autentico: sconvolgenti, sono l'atto di nascita della "phronesis" dei moderni. Agli inizi degli anni '70 del Novecento, la "phronesis" è stata, in Germania, al centro del dibattito sulla cosiddetta riabilitazione o rinascita della filosofia pratica, trovando forti sostenitori in Gadamer e in Bubner. Tale esperienza ha rappresentato - soprattutto nel caso di Bubner - non solo il riconoscimento dell'assoluta superiorità di Aristotele nell'aver compreso il principio filosofico dell'agire e la struttura della prassi, ma la fondazione di una corrente neoaristotelica, della quale Bubner fu strenuo e inflessibile capofila. Ragione pratica e storia, teoria e prassi culminano in Hegel e divengono il contenuto di un'astrazione post-hegeliana, destinata a conquistare e liberare il mondo nelle forme di una rivoluzione. La critica post-hegeliana ha poi condotto se stessa al compimento pratico della filosofia che dimostra, a sua volta, l'inconfutabilità dell'idealismo tedesco e, soprattutto, di quello hegeliano. Il significato della phronesis degli antichi si riafferma ogni volta che sorge il bisogno della filosofia, che si identifica col bisogno di libertà e che nella libertà trova il suo appagamento. È un atto storicamente concreto che alimenta la politica e il diritto, rinnova e rafforza lo Stato. In questa prospettiva, filosofare non significa solo imparare a morire, bensì imparare, ogni giorno, a vivere più liberi.
brossura Una "dignità" profana non può che significare la realizzazione della libertà che una filosofia profana ha creato, quest'indeterminazione metafisica, un infinito metafisico che apre alle infinite possibilità dei campi storici dei possibili. Questa libertà profana è la cultura per eccellenza del rispetto dell'altro, un "altro" radicalmente indefinito, che questa cultura della libertà obbliga a costruire storicamente come un'uguaglianza totale. Un "diritto di morire" ne è l'espressione più perfetta, la concezione etica più alta. La libertà viene affermata e nel rispetto dell'uguaglianza tra chi chiede di morire e chi si trova nella situazione di poter aiutare a realizzare tale implorazione. Ma questo "diritto" non è un obbligo, è una possibilità come la cultura profana definisce giuridicamente questo termine, cioè un "diritto". Questa "possibilità" si accompagna con indicazioni giuridiche alla quale danno storicamente tutto il suo senso, ad esempio l'illegittimità di comportamenti simili agli "accanimenti terapeutici" o invece l'incoraggiare "cure palliative". Prima di tutto, però, questa "possibilità" apre a una ricomposizione della relazione tradizionalmente gerarchica, "paternalista", tra un medico e i suoi pazienti, a una cultura dell'uguaglianza che significa rispetto dell'altro e l'etica della dignità. I medici sono chiamati ad affrontare questa vera rivoluzione culturale (comma 3, art. 1, legge 219/2017), il loro sapere non può ovviamente diventare il sapere dei pazienti, ciò che implica una relazione, sotto questo aspetto, ovviamente gerarchizzata. Questo squilibrio, tuttavia, non può significare né giustificare un potere gerarchico, ma al contrario un'uguaglianza etica, la dignità dei pazienti che incita, in queste tragiche situazioni, medici e pazienti a trovare insieme, in un mutuo rispetto, la trascendenza storica alla quale la libertà-immanenza profana ci invita.
ISBN : 2020371340. Le Seuil. 1999. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 225 pages. 'Essais'.
Come nuovo
Pasolini, di fronte alla trasformazioni che il capitalismo neoliberista imprime alla forma di civiltà, non esita a parlare di "mutazione antropologica" e arriva a dire: "La tragedia è che non ci sono più esseri umani, ci sono strane macchine che sbattono l'una contro l'altra". Queste "macchine" hanno solo un debole legame con gli esseri umani che ancora crediamo di essere e che diverse istituzioni, come quelle della democrazia, presuppongono che siamo: la vita spettacolare ci avvolge e ci seduce. I saggi di questo volume interrogano questa configurazione della vita con radicalità. Ma proprio per questo arrivano a riconoscere come essa non occupi e non possa occupare l'intero spazio dell'esistenza e come il desiderio, seppur plasmato da quei modelli, non vi si adegui mai del tutto: conserva in sé le tracce di una verità etica che attende l'invenzione di nuove forme di legame attraverso cui possa orientare una vita più giusta e più felice. Saggi di: Francesco Callegaro, Carlo Chiurco, Adriano Fabris, Riccardo Fanciullacci, Giacomo Ghidelli, Peppino Ortoleva, Antonio Petagine, Maddalena Pezzato, Teresa Scantamburlo, Giovanni Ventimiglia, Carmelo Vigna. Autori: Riccardo Fanciullacci, Carmelo Vigna.
br. Una notissima poesia di Giuseppe Ungaretti si chiude con un finale - piuttosto cupo - di irriducibile rassegnazione: "La morte si sconta vivendo". Questo libro ne capovolge la prospettiva sin dal titolo. Attraverso un'analisi antropologica - spogliata di qualsiasi sovrastruttura mitica, mistica e religiosa - accompagnata a un'indagine profilata sulla dimensione storica e poi condotta sul rasoio delle evidenze scientifico-razionali, con una particolare apertura a quelle neurobiologiche, il libro mostra un lato meno ostile della morte, la sua preziosità, il suo essere luce che anticipa e promette la vita, esaltandola in tutta la sua effimera, ma straordinaria, bellezza. Un'altra prerogativa della morte è la paura che diffonde: questo libro aiuta a capire come si origina nel cervello, primo passo per migliorare il nostro rapporto con la "trista mietitrice".
BORLA 1966. 188 pp. PICCOLA MACCHIA IN COPERTINA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME IN OTTIME CONDIZIONI, CONSIDERATI I QUASI 50 ANNI.
br. «All'origine delle cure palliative, che si sono sviluppate in Italia a partire dagli anni '80 del secolo scorso [...], sta la consapevolezza della necessità di una vera rivoluzione culturale in ambito sanitario. Il consistente prolungamento dell'età media di vita, con un forte incremento della popolazione anziana [...], ha notevolmente accresciuto il numero di malati terminali, spingendo all'assunzione di opposti (e scorretti) comportamenti, quello dell'accanimento terapeutico o quello dell'abbandono. Il superamento di questo grave e pericoloso dilemma va rintracciato nell'adesione a una tipologia di cura che non si propone di guarire sottoponendo il paziente a interventi invasivi e del tutto inutili [...] ma si rapporta in misura proporzionata alla sua situazione, prestando attenzione alla peculiarità e alla globalità del suo vissuto personale e ricuperando a tutti i livelli la dimensione relazionale, nonché sostenendo sul piano psicologico, morale e spirituale la sua persona. È evidente - e Mirabella lo mette bene in luce - che tutto ciò suppone [...] un concetto di salute non riducibile alla semplice terapia fisica e la restituzione di significato alla sofferenza e alla morte, facendole uscire dallo stato di rimozione ed evitando di assumere nei loro confronti comportamenti ispirati o a una accettazione passiva o alla presunzione di poterle radicalmente sconfiggere» (dalla Prefazione di Giannino Piana).
br. Una stessa sensazione, la più semplice, elementare sensazione di essere vivi, può generare la più intensa felicità o può essere, piuttosto, oggetto di paura e di infelicità. Spinoza ha dato a questa sensazione - che ci è familiarissima, ma resta per lo più impercepita e quasi addormentata durante la nostra vita quotidiana - il nome di conatus: una tensione che attraversa il nostro corpo e la nostra mente, e da cui dipendono ogni virtù e ogni vizio. Tutto nasce qui: le paure e i desideri, il fatto che si viva o che si sopravviva. Che cosa fare di questo conatus? È possibile fondare l'etica proprio su questa esperienza elementare? Il saggio di Emanuele Dattilo, scandito in brevi, densi capitoli, cerca di definire questa fondamentale nozione spinoziana, avvicinandola obliquamente, da varie prospettive. Così il conatus si rivela centrale non solo all'interno dell'Etica di Spinoza, ma nell'immediata dimensione etica della nostra vita. Anna Maria Ortese racconta, in un suo articolo, la profonda rivelazione che ebbe, un giorno, calpestando all'improvviso un fiore. Una rivelazione che espresse con meraviglia attraverso le parole: la vita è viva. Riconoscere in ogni gesto il conatus, la vita che vive, significa entrare in una regione totalmente eterogenea a quella delle superstizioni e delle convenzioni morali, una dimensione in cui, secondo Spinoza, la nostra forma si accresce, si intensifica, e apprende a «desiderare direttamente il bene».
Roma, Edizioni Lavoro, 2012, 16mo (cm. 19 x 12) brossura editoriale, pp. 241.
Torino, F.lli Bocca, 1900, in-8, br., pp. 159, (2). ("P.B.S.M.", N. 26).
Alle anime gentili una parola di affetto un augurio di felicit?. L'Editore 1 18,5x11 cm., legatura in mezza pelle, fregi e titoli in oro al dorso, pagg. 334 (2), 3 tavole fuori testo protette da velina (manca la quarta posta tra pagine 166-167, ? rimasta la velina) e 2 partiture musicali pi? volte ripiegate, edizione strenna, livornese, in italiano, buone condizioni. Etichetta e timbro di Biblioteca privata regolarmente pervenuto.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO. RILEGATURA LEGGERMENTE LOGORA. Jules-Ernest Naville (1816-1909), teologo, filosofo e pastore evangelico svizzero, fu una figura molto nota negli ambienti intellettuali del suo tempo. Autore tra i più letti e tradotti nei decenni tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento in quasi tutta Europa, è stato poi, nel corso del XX secolo, pressoché dimenticato, specie nella cultura italiana. Une partie des ouvrages d'Ernest Naville rassemblent les textes de ses conférences. La première, sur «La vie éternelle»5, eut lieu en novembre 1859 et fut suivie de six autres discours, sur le même thème. Chacun fut suivi par plus d'un millier d'hommes (les femmes étaient exclues) au Casino de Saint-Pierre, à la rue de l'Évêché de Genève. L'écrivain Henri-Frédéric Amiel était dans la salle. Voici ce qu'il en dit dans son Journal: «28 novembre 1859. Ce soir, entendu Ernest Naville. C'était admirable de sûreté, de loyauté, de clarté et de noblesse. Il a prouvé que la question de l'autre vie devait être posée, malgré tout. Beauté de caractère, grande puissance de parole, grand sérieux de la pensée, voilà ce qui éclate dans cette improvisation qui est aussi serrée qu'une lecture et qui ne se détache presque pas de ses citations (Bossuet et Jouffroy) dont elle est entremêlée». Ernest Naville sera invité à répéter ses lectures à Lausanne et y remplira la cathédrale Saint-François. Un autre cycle de conférence sera appelé «Le Père céleste», et un troisième, «le Problème du mal». Alcune delle opere di Ernest Naville raccolgono i testi delle sue lezioni. Il primo, su "La vita eterna", ebbe luogo nel novembre 1859 e fu seguito da altri sei discorsi, sullo stesso tema. Ciascuna lezione è stata seguita da più di mille uomini (le donne erano escluse) al Casino de Saint-Pierre, in rue de l'Évêché a Ginevra. Lo scrittore Henri-Frédéric Amiel era presente. Questo è ciò che dice nel suo diario: "28 novembre 1859. Stasera ho ascoltato Ernest Naville. Era ammirevole per sicurezza, lealtà, chiarezza e nobiltà. Ha dimostrato che la domanda sull'altra vita deve essere posta, nonostante tutto. Bellezza del carattere, grande potere di parola, grande serietà di pensiero, ecco cosa emerge da questa improvvisazione che è vicina come una lettura e che non si distacca quasi dalle sue citazioni (Bossuet e Jouffroy) di cui è mescolata". Ernest Naville sarà invitato a ripetere le sue letture a Losanna e riempire la Cattedrale Saint-François. Un altro ciclo di conferenze si chiamerà "Il Padre Celeste" e un terzo, "Il problema del Male". Informazioni bibliografiche Autore: Ernest Naville Titolo: La vie éternelle; Sept discours par Ernest Naville; Le Père céleste Editore: Genève (Ginevra): A. Cherbuliez et Cie, 1884. Edizione: 6ème èd. (sesta) Langue: Français; Lingua: Francese; Language: French Descrizione: VI, 292 pagine; 19 cm. Soggetti: Teologia, Religione, Filosofia, Scienze, La doctrine chrétienne de la vie éternelle, Le matérialisme, La religion, Les pensées de l'humanité, L'Évangile, Ontologique, Problème universel, Métaphysique, Antonio Rosmini, Maria Manganelli, Maine de Biran, représentation proportionnelle, Hegel, Etica, Cristianesimo, Religioni, Buddhismo, Christianity, Immortality, Libri antichi, Francese, La Vita eterna, Life Eternal, Het Eeuwige Leven, Det Eviga Lifvet, Grange Gaby, Alfred Dreyfus, Philosophie, Théologien protestant suisse, Protestantesimo, Libri antichi, Le témoignage du Christ et l'unité du monde chrétien, sette e chiese cristiane, Tolleranza, Les systèmes de philosophie ou les philosophies affirmatives, Spiritualismo, Collezionismo, Libri Vintage Fuori catalogo, Ottocento, Spiritualità, Libri da collezione, Rarità, Sant'Agostino, Platone, Plinio, Confucio, Dio, Theology, Religion, Philosophy, Sciences, Ethics, Christianity, Religions, Buddhism, Ancient Books, French, Protestantism, Christian Churches, Tolerance, Spiritualism, Collectibles, Out of Print Books, Nineteenth Century, Spirituality, Collectible Books, Rarity, St. Augustine, Plato, Pliny, Confucius, God Parole e frasi comuni affirme âmes amour beauté bonheur Bouddha bouddhistes brahmanes Charles Bonnet choses chrétienne ciel cieux cœur Confucius conscience corps créatures croyances devoir Dieu dire disciples divine doctrine douleur Ernest Renan espérance esprit Évan existence homme humaine jamais Jésus de Nazareth Jésus-Christ joies jour l'âme amour éternité l'Évangile exis histoire homme l'humanité idéal immortalité ordre surnaturel l'univers liberté lois lumière lutte maintenant manifeste matérialisme matière Messieurs misères monde morale mort mourir nature Nirvana Nouveau Testament œuvres panthéisme parle paroles passe Paul de Tarse pensée Phédon phénomènes philosophie physiologie piété Platon Pline l'Ancien poésie présente principe problème puissance question raison réalité religieuse religion rencontre royaume sages sagesse saint Augustin sainteté savants science sens sentiment sépare sérieux seulement siècle Socrate sommes spirituel ténèbres terre vérité Voilà volonté
Cerf septembre 1998, In-8 broché, 230 pages. Bon état.
Barcelona, Edit. Ariel, 2016. 174 p. 8º. Rústica editorial il·lustrada. Molt bon exemplar.
Le regole di una nuova morale per il terzo millennio.
Le regole di una nuova morale per il terzo millennio.