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5076Paris Michel Levy 1868-1870 Sept volumes in-12 (h. 18 cm.), 411, 440, 442, 471, 523-(1), 544 et 517 pp. demi-reliure cartonnée, dos basane rouge cerise, filets à froids et dorés, titre et tomaison au dos (reliure de l'époque). Portrait de Charles Baudelaire en frontispice gravé sur acier par Adrien Nargeot.
19301400de la main à la main, s.l. (Nîmes), 1930. 1 volume in-4 (270 x 215 mm) broché sous couverture rouge (279 x 220 mm) imprimée du titre en noir sur le premier plat uniquement, 35 pp. + 2 fnch. Seconde édition, (en partie originale), très rare du premier recueil de poèmes de René Char augmentée de cinq nouveaux, les quatorze originaux étant ici modifiés. Avec, en frontispice, une illustration hors-texte du peintre catalan Francesc Domingo imprimée en noir. Aussi rare que la première (26 ex.) celle-ci a été tirée "qu'on le veuille ou non" à 39 exemplaires hors-commerce le 5 Février 1930 : 5 Vergé d'Arches + 7 sur Guérimand vert d'eau + 27 sur couché Prioux. Au colophon on lit : " Il est réconfortant de savoir que les imbéciles n'en sauront rien ". Celui-ci 1 DES 27 EXEMPLAIRES SUR COUCHÉ PRIOUX, numéroté 31. Sur le faux-titre, ENVOI AUTOGRAPHE SIGNÉ DE RENÉ CHAR AU POÈTE ET ÉCRIVAIN PIERRE UNIK. Le recueil est dédié à Paul Eluard.
193629759Frontispice de Picasso, envoi signé et épreuve par Man Ray Paris, GLM, coll. « Repères », n° 14, (mai) 1936. 1 vol. (190 x 250 mm) de [20] p. En feuilles, sous couverture rouge titrée. Édition originale. Frontispice de Picasso. Tirage unique à 70 exemplaires sur Normandy vellum teinté, justifié et signé par l’éditeur. Envoi signé : « à Suzanne Hugon, avec la vive sympathie et les compliments amicaux de René Char ».
155640130Paris, Michel Fezandat, 1556. In-folio réglé (23 x 34 cm) de (12)-328-(8) pp. (sign. ââ6, a4-h4, I4-Z4, AA4-SS4, T4), maroquin fauve, dos orné à nerfs, triple filet à froid d'encadrement sur les plats, dentelle dorée intérieure, tranches rouges (Petit succ. de Simier).
Romanzo di Gualtieri di San Lazzaro con 12 incisioni originali all'acquaforte di Franco Gentilini firmate a matita (cm 21x14,5) Edizione su carta a mano della Cartiera Ventura. Stampa a cura di Sergio Tosi. Incisioni stampate sotto la direzione dell'Artista su torchio a mano a Pesaro presso Pier Giorgio Spallacci. Rami biffati dopo la stampa. Esemplare riservato allo stampatore. 4to (cm 36x26). pp. 208. . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 145 es. numerati. .
2017YQV-64In-folio oblong (310 × 420 mm) de 18 feuillets ; cartonnage de l’éditeur avec dos de toile blanche et plats de carton crème rapportés, titre à froid sur le premier plat.
1833GF325111833 35 pages en tout: 1 page in8 pour la lettre - 33 pages in8 + page de titre pour le manuscrit - bon état -
18070Paris, Louis Conard, 1930. 3 vol. in-8, LXII-234 pp. + 290 pp. + 355 pp., maroquin rubis de G.G. Levitzky, filets dorés et quatre minces bandes de maroquin bleu cantonnées de fleurons dorés en encadrement sur les plats, dos à nerfs orné de caissons dorés et mosaïqués de maroquin bleu, petit encadrement intérieur de maroquin rubis orné d'une frise dorée, doublure de maroquin framboise ornée d'un filet en encadrement cantonné d'arabesques dorées, garde de soie moirée bordeaux, tranches dorées sur témoins, couverture conservée, étui bordé de maroquin rubis.
Edizione definitiva, in parte originale, dell’opera omnia di Alessandro Manzoni. Pregevole insieme in legatura uniforme dell’epoca (il titolo ai dorsi è «Manzoni — Opere || vol. I.» e «... vol. II.»), a grandi margini, con i «Promessi sposi» in esemplare molto fresco e pulito e le «Opere varie» con le usuali fioriture sparse, dovute alla qualità della carta. Tredici anni dopo la pubblicazione dell’edizione originale dei «Promessi sposi» — la cosiddetta «Ventisettana» — Alessandro Manzoni diede alle stampe una nuova edizione del suo capolavoro: profondamente rivista e aumentata, uscì a dispense tra il 1840 e il 1842, e prese conseguentemente il nome di «Quarantana». È l’edizione definitiva del più importante romanzo italiano dell’Ottocento. Come noto, l’autore introdusse tre novità fondamentali: in primo luogo, eliminò tutti i tratti linguistici e lessicali riconducibili alla Lombardia, di cui la Ventisettana abbondava (la celebre «risciacquatura dei panni in Arno»). Quindi, non meno importante, decise di dare alle stampe un’edizione riccamente illustrata: da una parte perché affascinato dalle magnifiche edizioni illustrate che sempre più frequentemente fiorivano in Francia; dall’altra, perché la presenza delle illustrazioni costituiva un valido strumento per difendersi dalla pirateria editoriale. Infine, Manzoni pose a suggello dell’opere la «Storia della Colonna infame», prezioso saggio di letteratura storica, che vide qui la luce in edizione originale. È l’ultimo capitolo effettivo dei «Promessi sposi»: nella Quarantana la parola «fine», stampata in grande, appare solo al termine di esso. -- L’edizione delle «Opere varie» fu pubblicata in 8 fascicoli usciti nell’arco di dieci anni, dal 1845 al 1855. Manzoni si affidò a Redaelli, ormai separatosi da Guglielmini, e i due progettarono un libro in tutto simile alla “Quarantana”. L’impianto grafico, le illustrazioni, i caratteri impiegati, le cornici a doppio filetto che racchiudono il testo: sono moltissimi gli elementi che richiamano esplicitamente l’edizione definitiva dei «Promessi sposi», quasi le «Opere varie» fossero un complemento di questa. Nel portare a termine l’impresa, Manzoni non si accontentò di ripubblicare testi già stampati: tornò infatti sui suoi versi e sulle sue prose, modificandoli ampiamente (è il caso ad esempio del «Discorso sui Longobardi» e della «Morale Cattolica»); pubblicò scritti mai apparsi prima (come «Del romanzo storico», o «Il cinque maggio», circolato solo in stampe non autorizzate); e addirittura inserì opere composte nei dieci anni successivi all’uscita del primo fascicolo (come il dialogo «Dell’invenzione»). Al termine dell'immenso lavoro, il volume risulterà dunque così strutturato: «Adelchi» (con illustrazioni all’antiporta di ogni atto); «Discorso sui Longobardi»; «Il conte di Carmagnola» (con illustrazioni all’antiporta di ogni atto); «Lettre à M. C***»; «Del romanzo storico»; «Dell’invenzione»; «Sulla lingua italiana»; «Osservazioni sulla morale cattolica»; «Inni sacri» (ciascuno illustrato in testa); «Strofe per una prima comunione»; «Il cinque maggio». Fahy, Per la stampa dell’edizione definitiva dei “Promessi Sposi” (Saggi di bibliografia testuale, Padova 1988, pp. 213-244); Poggi Salani, Alessandro Manzoni: I promessi sposi: testo del 1840-42, («Edizione nazionale ed europea delle opere di Alessandro Manzoni» 2, Milano 2013); Isella, «Itinerario manzoniano» (Manzoni. Scrittore e Lettore Europeo, Roma 2001), pp. 11-32 2 voll.
Edizione originale. Minimi restauri conservativi al sottile dorso muto, nel complesso esemplare sostanzialmente perfetto. La plaquette per le nozze Bemporad – Padovano contiene l’edizione originale della corona di madrigali «Finestra Illuminata», entrata poi a far parte delle «Myricae» nella quarta edizione del 1897. Rispetto al testo della plaquette, Pascoli introdusse modifiche in special modo sulla punteggiatura, operò qualche aggiustamento metrico e limitò l’impiego delle maiuscole, qui molto diffuso in chiave di personificazione. Sorprende, nel «Povero dono», v. 3, la lezione «canta» ai limiti della grammaticalità (forse un refuso?), nelle edizioni successive corretto in favore di «canti» («[...] Aspetta ancora, aspetta | che il gallo canta per la città nera»). Il testo è anticipato dalla dedica del Pascoli alla signorina Ada Bemporad. Bella testatina illustrata a p. 5: rinchiuso in un tondo, un uccellino si sporge dal suo ramo, a replicare l’atmosfera campestre della poesia. Molto raro, 2 copie in Iccu (Biblioteca Provinciale Giulio e Scipione Capone, Avellino; Biblioteca del Dipartimento di Filologia classica e Italianistica Alma Mater Studiorum - Università degli studi di Bologna). G. Pascoli, «Myricae», ed. Nava, p. CCLXXV [testi a pp. 115, 420]. Gambetti - Vezzosi, «Rarità bibliografiche», p. 642.
Edizione originale. Esemplare numero 248 della serie numerata stampata su carta «doppio Guinea», con eccezionale provenienza: in copertina il timbro della Libreria Antica e Moderna di Umberto Saba; in ultima carta il timbro del «Notaro Dott. Manlio Malabotta | Montebelluno», dalla cui collezione proviene (cfr. «Venezie d’inchiostro e di carta: La biblioteca di Manlio Malabotta», Ronzani ed. 2021, n. 72). Carte uniformemente brunite e restauro al dorso e alle unghiature; nel complesso in più che buone condizioni, conservato in astuccio conservativo su misura in mezza tela blu. Opera prima molto rara, stampata in soli 305 esemplari numerati su carta «doppio Guinea» (oltre a cinquanta esemplari su carta comune «riservati al servizio stampa»). La raccolta raduna poco più di cinquanta poesie molto brevi, ciascuna delle quali occupa una sola pagina. L’esordio di Sandro Penna, uno dei maggiori poeti del medio Novecento italiano, avvenne relativamente tardi, verso i quarant’anni, per le cure e l’interessamento di Umberto Saba, prima, e poi di Sergio Solmi: cominciato nel 1938, «il periodo milanese si rivelò cruciale per l’esordio in volume di Penna. Perduto l’interesse di Montale e trascurato quello di Saba, Penna trovò in Solmi e in Giansiro Ferrata nuovi e attenti estimatori, disposti ad adoperarsi sia per l’allestimento del volume sia per trovare un nuovo editore. Conclusa l’esperienza di “Solaria”, il nuovo periodico letterario di riferimento a Firenze era divenuto “Letteratura”, diretto da Alessandro Bonsanti: e a lui i due giovani critici si rivolsero per la pubblicazione, nella collana della rivista pubblicata dai fratelli Parenti, delle poesie di Penna. [...] Il volumetto, stampato in trecento copie, fu accolto con favore da lettori di diversa estrazione e lo stesso Solmi ne dette anticipazione su “Circoli” nel numero di gennaio; all’uscita del libro non tardarono le reazioni positive, fra cui quelle di Luciano Anceschi, Lanfranco Caretti, Ruggero Jacobbi» (Roberto Deidier, voce DBI, vol. 82, 2015).
Volume originale del 1590, rilegato in epoca successiva (fine XIX secolo), in mezza pelle e carta con scritte e decorazioni in oro zecchino. Interni ben leggibili, praticamente perfetti per l'età del volume. Opera in lingua latina.
1953933éditions Marcel Lubineau, 1953, format : 18 x 27 cm, 160 pages suivies de la suite et gravures non retenues. Edition limitée à 750 exemplaires et numérotée. 25 aquarelles de LUCIEN BOUCHER interprétées en gravures sur bois par Pierre BOUCHET. Ici, un des 50 premiers auquel est joint : une suite des illustrations sur Malacca, la décomposition de couleur d'une planche, trois gravures non retenues et une aquarelle originale. De plus il a été relié à cet exemplaire la plaquette de présentation. Superbe reliure plein cuir fauve, mosaïquée au motif de Voyelles a, e, i, o, u, signée SEGUIN à ANGERS, dos à 4 nerfs, titre et tête dorés, sous emboitage au sommaire : les étrennes des orphelins, sensation, première soirée, soleil et chair, à la musique, le forgeron, Ophélie, Le châtiment de Tartuffe, bal des pendus, morts des quatre vingt douze, Vénus anadyomène, les réparties de Nina, le mal, les effarés, le dormeur du val, roman, rage des Césars, rêvé pour l'hiver, au cabaret-vert, la Maline, le buffet, l'éclatante victoire de Sarrebruck, les douaniers, ma bohême, les assis, tête de faune, chant de guerre parisien, mes petites amoureuses, oraison du soir, les poètes de sept ans, accroupissements, les pauvres à l'église, l'orgie parisienne, l'étoile a pleuré rose, les mains de Jeanne Marie, voyelles, les sœurs de charité, les premières communions, le cœur volé, l'homme juste, les chercheuses de poux, ce qu'on dit au poète, le bateau ivre, qu'est ce pour nous mon cœur, les corbeaux, comédie de la soif, mémoire, la rivière de Cassis, Larme, Michel et Christine, fêtes de la patience, est elle almée, bonne pensée du matin, jeune ménage, fêtes de la faim, bruxelles, ô saisons, ô châteaux, le loup criait sous les feuilles, entends comme brame, honte.
1991DEMO002909IStatesboro GA: The Boxwood Press 1991. First Limited edition. Hardcover. Fine. woodblock prints by Solomon. Folio two-tone cloth unpaginated fine in publisher's slipcase <br/><br/>The text incorporates poems by David Ignatow Marge Piercy Harvey Shapiro Grace Paley David Meltzer Chana Bloch etc. This is a visionary livres d'artiste by Bernard Solomon. Among his remarkable woodblocks is a multi-block large fold-out print depicting his fantasy perfect Passover one in which he could invite anyone living or dead to partake. Curiously he is not in the scene but is shows Golda Meir and Anwar Sadat Gandhi and Elijah Lincoln and Martin Luther King Rabbi Hillel and Queen Victoria Maimonides and Betty Williams. There are 110 woodcuts in the text 10 smaller mounted folding plates and 9 larger mounted folding plates. This is copy no. 10 of the edition which is limited to only 50 copies signed by the artist Solomon. An absorbing presentation much of it bi-lingual of this timeless prayer. The Boxwood Press hardcover
1983022670Boston: Little Brown and Company / Atlantic Month Press 1983 First printing of the stated first edition in original first issue dust jacket. Faint rubbing to bottom edge of boards else book in fine condition; with light wear to spine ends / corners and light rubbing to back fold else fine. Oliver was awarded the Pulitzer Prize in 1984 for American Primitive. Little, Brown and Company / Atlantic Month Press hardcover
1885024848London: Longman's Green & Co 1885. First Edition 1st Printing. Hardcover. Near Fine. 6 1/2" Tall. 101 Pp. With Two Preliminary Blanks Adverts. Page Half-Title Three Final Blanks. Attractively Bound In Well Preserved 3/4 Dark Morocco Five Bands Gilt Title And Author Over Beautifully Marbled Paper Boards Matching Hand Marbled Endpapers. Top Edge Gilt Deckled Edges. First Printing First Issue One Of 1000 Copies With No Mention Of "Two Series" In List Of Books By Stevenson. No Names Or Marks Or Stains Or Other Damage Pages Clean And Just A Little Aged With One Very Small Foxing Spot. Gift Quality. Ex Collection Of Dorothy Gish But Not Marked As Such. <br/> <br/> Longman's Green & Co hardcover
8 incisioni all'acquatinta originali a piena pagina, numerate e firmate, di Roberto Ciaccio (cm 44x33). Traduzione di P. Chiodi ed A. Hofstadter. Testo in italiano, inglese e tedesco. Opera eseguita tra aprile 1990 e febbraio 1992. Edizione di 99 + XXX es. numerati e firmati dall'Artista e dall'Editore. Gli esemplari in numerazione romana contengono la suite delle acquatinte Carta Hahnemuhle 300 gr per le incisioni, Hahnemuhle 220 gr e Shiohara per il testo. Incisioni tirate al torchio da Giorgio Upiglio e Pierluigi Puliti. Tipografia Rodolfo Campi, carattere Univers monotype, corpo 8 e 9. Custodia di Giovanni De Stefanis. Esemplare n. 18/99. Folio (cm 47,5x36,5). pp. 40. . Ottimo (Fine). . Edizione di 99 + XXX esemplari numerati e firmati (Edition of 99 + XXX numbered and signed copies). . Annotazioni di luce in otto momenti vuole essere un confronto, un'analogia tra i testi del filosofo Martin Heidegger e le forme che divengono linguaggio, una presenza ottica visiva attraverso la differenza arcaica fra luce e oscurità, fra bianco e nero.
awd-1161Paris, Atelier Julien Martial, 2011. Poème-objet constitué d’un leporello octogonal inséré à la base d’une sculpture de jambe féminine posée sur un socle de carton (diam. 25 cm, H. 80 cm).
Quatre eaux-fortes originales de André Masson (cm 21,5x14,8; 26,2x7,5; 26,2x8,2; 25,8x8,8). Exemplaire numéro 5 avec suite sur Japon nacré (12 eaux-fortes). Les gravures ont été tirées par l'Atelier Crommelynck. Le texte, composé en Baskerville corps 24 a été imprimé par Fequet et Baudier typographes Exemplaires tous sur vélin d'Arches. Uno dei 15 esemplari con una suite di 12 incisioni su carta Japon nacré stampate in 3 diversi colori. Folio (cm 38x29). pp. 36. . Perfetto (Mint). . Edition originale de 150 exemplaires. .
Prima edizione delle Rime. In-4°; cc. (54) comprese la bianca iniziale e finale. Al recto di A2 un sorta di frontespizio manoscritto annuncia le opere contenute (incluso il Libro degli Amori di di Tasso non presente), ancora un titolo manoscritto al principio delle rime per Ottaviano Fregoso; al verso dell’ultima carta diffuse note manoscritte antiche. Legatura in piena pergamena con titolo dorato al dorso. Sporadiche leggere gore.
19267648Paris, Les Arts et le Livre, 1926. Un volume édité "à la chinoise", soit 12 feuilles pliées en accordéon, imprimées d'un seul coté, formant 41 pages, couvertures de papier brun, étiquette de titre, étui formé de deux ais de bois, sur le premier, le titre est gravé et peint en vert. Deux cordons de soie ferment l'ensemble (cordons neufs).A volume published "Chinese style", that is 12 leaves folded in accordion, printed on one side, forming 41 pages, brown paper covers, title label, case formed by two wooden boards, on the first, the title is engraved and painted green. Two silk cords close the whole (new cords).
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Contemporary quarter leather binding with gilt decorations without title lettering. Demy 8vo. (22 x 14 cm). In Ottoman script (Old Turkish with Arabic letters). Seven different books and tractates (nine works) in one volume: (235, [1] p., 24 p., 143 p., 80 p., [6], 71 p., 84 p., 22 p.). Two leaves are torn from the hinge in the first book but not missing, one tractate is trimmed by margins, the board's extremities are worn, overall a good volume including multiple books. First editions (except for one) of these exceedingly rare poetic tractates collected together contemporarily in one handsome volume, reflecting early Ottoman poetic pleasure, including thematic mystic and erotic poetry mostly printed in the early 19th century. This volume includes the multiple works of Enderunlu Fazil and Sünbülzâde Vehbi, which are the earliest erotic and homosexual poems that seem to have been concealed by adding Keçecizâde's works to the beginning and the end of the volume. "Defter-i ask" [i.e. The book of love] by Fazil, in which he tells about his own romances, is a masnavi of 438 couplets. It begins with a description of divine love and tells the story of the poet's romances, which he fell into only to regret and repent afterward. "Hubannâme" [i.e. The book of beautiful young men] consists of 796 couplets with various titles and it has a mystical analysis of beauty in the first chapter. After an introduction that gives geographical information that may be considered novel for its period, it describes the beauties of male bodies of many countries from India to America. This style is unique and the first in Turkish / Ottoman literature. In the work titled "Zenannâme" [i.e. The book of women], which is a masnavi of 1101 couplets, women of various nations are described. The poet indicated in the introduction of his work that he does not want to talk about women, and that he has no orientation towards women. Enderunlu Fazil was an Ottoman poet who depicted the beauty of men from various lands of the Ottoman Empire. He achieved fame through his erotic works, which were published posthumously. Among his most famous works is The Book of Women, which was banned in the Ottoman Empire. The book describes the advantages and disadvantages of women from different nations. Fazil was born in Acre into an Arab family originally of Medina. He spent his early years in Safed in Ottoman Palestine. His grandfather Zahir al-Umar and father Ali Tâhir were both executed (in 1775 and 1776, respectively ) for participating in a rebellion. After his father's death, Fazil moved to Istanbul. There, he was admitted to the Enderun palace school (thus taking on the name Enderuni or Enderûnlu), but was expelled in 1783 as a result of his love affairs with other men there. In 1799, he was exiled to Rhodes because of his satirical writings and was only allowed to return to Istanbul after becoming blind. He spent the rest of his life there, ill and bedridden. Other books in the volume: Manzumetü'l-müsemma be-mihnet-kesan, Ceride-i Havadis Matbaasi, Ist., AH 1269 = AD 1853. 235 p., 1 portrait of Keçecizâde. Lithography. Özege 13354.; Two copies are located in OCLC 57242940 - 51281526. This work is a social satire type masnavi in which Izzet Molla was exiled to Kesan, telling of the troubles he suffered there, and his pardon and returns to Istanbul. Destar-i hayâl., Osman Nevres Efendi (1820-1876), Matbaa-i Âmire, Ist., AH 1289 = AD 1872. 24 p., Özege 3899. First and Only Edition. This rare work is a masnavi consisting of six stories. Defter-i ask, Hubannâme, Zenânnâme and Sevkengîz., Enderuni Fazil (1757-1810) and Sümbülzâde [or Sünbülzâde] Vehbi, (1718-1809)., Darü't-Tibaatü'l-Âmire, Ist., AH 1253 = AD 1837., 143 p. (pp. 1-20 Defter-i ask; pp. 22-55 Hubânnâme; pp. 56-111 Zenânnâme; pp. 112-143 Sevkengîz.). Özege 18902. First Edition. Tuhfe-i Dilkes Nâli, Yusuf Nabi [sic] [Nâlî, Muhammed b. Osman el-Konevî, (For more info please visit our website)
Pt. In-4, non paginé Edition originale limitée à 60 exemplaires illustrés de 5 gravures originales sur cuivre en couleurs de Staritsky. Celui-ci est un des 10 exemplaires de tete sur papier verveine de Puymoyen accompagnés d'un poème manuscrits de Guillevic et d'un collage original de Staritsky. Notre exemplaire est également accompagné d'un tiré à part de gravures sur vélin blanc BFK. A l'état de neuf.
1663biblio17<p>Butler Samuel. "Hudibras. The First Part. Written in the time of the late Wars". 4 268 pages. First Authorized Edition first issue with "Saint" in imprint spelled out in full; errata is present lacking the imprimatur leaf dated Nov. 11 1662 and all textual errors uncorrected. London: Printed by J.G. for Richard Marriot 1663. bound with "Hudibras. The Second Part. By the Author of the First". 4 216 pages. Also third part dated 1678. Bound in exceptionally fine binding and in very good condition with the bookplates of Daniel Henry Holmes an avid book collector. This edition certainly is one of the rarest being that it is a first issue. A pirate copy came out the year before in 1662 and all proceeds from the sale of the book by the thief were recovered by Butler. Collation is as follows: 2 blank TP A3-8 B8-I8 K-R8 2nd TP B-I8 K-O8 P4 3rd TP A-I8 K-R8 S7 2 Blank.</p><p>Hudibras by Samuel Butler is a critique of the English Civil War and pokes at the Puritans and their military zeal to spread the word of God with Bible and Pike. This attractive printing and wonderfully bound copy of Butler's mock epic in octosyllabic couplets its three parts first published in 1663 1664 and 1678. Modeled after Don Quixote the work satirizes the hypocrisy and self-seeking of the Presbyterians and independents represented by the title character Hudibras and his servant Ralpho demonstrating the pairs greed stupidity cowardice and duplicity. Butler a Colonel in the Cromwellian army is involved in any number of various comic misadventures and Butler is squarely pointing at Oliver Cromwell and his lot as Butler was and remained a confirmed Royalist and Anglican King Henry VIII's Anglican Church.<br /><br />This mock epic became the rage of its time and was followed by nearly 27 editions that included later engraved illustrations to highlight the comedic adventures of the two. In the end of this volume are also <br />found the Letter from the Knight to his Lady and a corresponding letter from the Lady to the Knight. </p> Marriot, Richard hardcover
Edizioni originali in tiratura di testa nella rarissima emissione con cofanetto editoriale. CON DEDICA Serie completa degli esemplari numero 2/50 di ciascun volume, tutti in ottime condizioni (tre completi del raro pergamino protettivo originale: Betocchi, Merini e PIerro) e tutti firmati dagli autori alla pagina del ritratto; cofanetto conservato in maniera eccellente Raccolta in cofanetto di sei dei primi sette volumi della collana «Campionario» nella tiratura di testa di soli 50 esemplari numerati e firmati dagli autori, stampati su carta Ingres di Fabriano (il terzo quaderno, «Un grido e paesaggi» di Ungaretti, dapprima annunciato con il titolo di «Monologhetto», uscì in formato più grande e non fu qui raccolto): «Primizie del deserto» di Mario Luzi (con un ritratto dell’autore di Ottone Rosai), «L’incertezza amorosa» di Alessandro Parronchi (ritratto da Mario Marcucci), «Un ponte nella pianura» di Carlo Betocchi (ritratto da Rolando Monti), «La presenza di Orfeo» di Alda Merini (ritratta da Giustino Vaglieri), «A mio padre, d’estate» di Giacinto Spagnoletti (ritratto da Luigi Bartolini) e «De Consolatione» di Michele Pierri (ritratto da Miriam Pierri). Le tirature di testa dei volumi di «Campionario» si distinguono per la rarità, la carta di pregio, per i colori dei titoli in copertina, diversi da un volume all’altro (ad eccezione dei primi due titoli) e soprattutto per la presenza dell’autografo dell’autore. -- I volumi furono pubblicati tra il 1952 e il 1953, quando la libreria di Arturo Schwarz era ancora un punto di ritrovo di letterati e intellettuali e non ancora l’iconica galleria d’arte in cui si sarebbe trasformata nel 1961, crocevia dei più noti artisti avanguardisti del Novecento. Vengono qui pubblicate le raccolte d’esordio di Alda Merini e di Michele Pierri e la seconda raccolta di Giacinto Spagnoletti (direttore della collana, che ancora giovane si era già fatto un nome come curatore e critico), mentre gli altri poeti erano già molto affermati: come si deduce dai risvolti di copertina di «Primizie del deserto» e dell’«Incertezza amorosa», Schwarz aveva progetti molto ambiziosi per la sua collana, che prevedeva anche testi di Alfonso Gatto (il cui posto fu poi preso dalla «Presenza di Orfeo» di Alda Merini), Vittorio Sereni, Attilio Bertolucci, Giorgio Caproni «e altri». -- Il primo volume di «Campionario», «Primizie del deserto», apparve a novembre 1952; l'ultimo, «De Consolatione», apparve ad aprile 1953, con annuncio al risvolto di copertina di altri due volumi nella collana, «Sciarada» di Gatto (che non fu mai pubblicato) e «Ombre» di Bartolini (che fu pubblicato come «Ombre sulle metope», primo volume dell’altra collana poetica di Schwarz, «Dialoghi con il poeta»). -- I contatti tra l’editore e Spagnoletti erano iniziati quando Schwarz (nato nel 1924 ad Alessandria d’Egitto ed espulso come trotzkista) ancora non era arrivato a Milano nel 1949. Intenzionato a inaugurare una collana di poesia, fu Spagnoletti a suggerire per primi i nomi di Luzi e dell'allora diciottenne Merini. L’attività editoriale prese avvio nell’aprile 1952 e proseguì frenetica fino al 1959, pubblicando autori come André Breton, Benjamin Péret, Leo Trotsky, Raffaele Carrieri, Elio Pagliarani, Salvatore Quasimodo e Tristan Sauvage, pseudonimo sotto cui si celava lo stesso editore Schwarz. 6 volumi